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Per quanto si tratti di una
piccola isola e, apparentemente, poco ospitale, Capraia ha conosciuto
colonizzazioni umane sin dalla preistoria. Manufatti litici
in selce e, soprattutto, in ossidiana, testimoniano le frequentazioni
sin dal Neolitico, ovvero da circa 6.000 anni or sono. E' assai
probabile che l'isola abbia rappresentato, sin da allora, una
sorta di ponte tra la Sardegna (precisamente dal Monte Arci),
dalla quale l'ossidiana proveniva, attraverso la Corsica ed
il territorio continentale, sul quale il prezioso materiale
si irradiò. Proprio questa posizione geograficamente
particolare, intermedio tra la Corsica, l'Elba, ed il continente,
conferì all'isola particolare importanza strategica e
sin dall'antichità i naviganti delle principali civiltà
mediterranee si avvicendarono, spesso per contendersela, su
Capraia. Liguri, Focesi, Punici utilizzarono l'isola come base,
rifugio, fonte di approvvigionamento idrico ed alimentare. E'
ai Greci che si deve l'antica denominazione di Aegylon (Terra
delle capre) dalla quale deriva probabilmente l'attuale toponimo.
Furono però gli Etruschi, interessati guardiani dell'Arcipelago
e dei loro territori costieri, a frequentare Capraia con maggiore
assiduità. Questo popolo utilizzò molto probabilmente
il legname dei boschi, che originariamente inverdivano l'isola,
per alimentare i forni fusori dei minerali del ferro della vicina
Elba. |
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Although
it is a little island and, apparently not so welcoming, Capraia
was colonised since the early history. The most important colonisation
was the Roman one, which left many archaeological findings,
such as the ruins of a villa near the port. |
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Capraia fu importante anche
per i Romani, che se ne impossessarono dopo la Prima Guerra
punica (264 a.C.) e che successivamente divenne base per la
conquista militare della Corsica e della Sardegna. Fra i numerosi
reperti archeologici ascrivibili alla romanità, spiccano
le rovine di una villa nell'area del porto. Con la caduta dell'Impero
romano Capraia, al pari di altre isole dell'Arcipelago, divenne
meta di eremiti cristiani che dal IV-V secolo diedero origine
a piccole comunità monastiche dedite al lavoro, alla
contemplazione, alla preghiera. I palmenti, particolari vasche
scavate nella roccia e abbondantemente rintracciabili sul territorio
dell'isola (anche davanti al castello), utilizzati per la spremitura
delle uve, pare risalgano a questo periodo. |
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The
Romans conquered the island after the first Punic War (264 B.C.):
Capraia was strategic land for the following conquests of Sardinia
and Corsica. When the Roman Empire fell down, many Christian
hermits reached the island and gave birth to little monastic
communities based on work, prayer and contemplation (IV-V century). |
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L'affacciarsi sul Mediterraneo,
già dal IX secolo, dei popoli arabi, i Saraceni, mise
in crisi tutte le comunità costiere ed insulari. I monaci
di Capraia, terrorizzati dai frequenti assalti dei Saraceni,
furono costretti ad abbandonare l'isola. Dall'anno Mille, con
l'affermarsi della Repubblica marinara di Pisa che edificò
una prima fortificazione sulla punta del Bricco (ove oggi sono
ancora ammirabili le mura del Forte San Giorgio), questo tratto
di mare conobbe periodi di relativa tranquillità e l'isola
tornò a popolarsi. Ma nel 1284, dopo la Battaglia della
Meloria, che vide la disfatta militare marina di Pisa, dato
il seguente disinteresse di Genova per i territori insulari
dell'Arcipelago, per Capraia tornarono momenti difficili. Pisa
amministrò ancora Capraia fino al 1430 quando una famiglia
genovese residente in Corsica, i De Mari, instaurò la
propria signoria sull'isola. Il dominio dei De Mari fu mal tollerato
dai capraiesi i quali, nel 1506, insorsero ed a Capraia subentrò
il Banco San Giorgio di Genova. La metà del XVI secolo
fu però caratterizzata da feroci incursioni piratesche
ed i "mori" infierirono più volte sull'inerme
popolazione. Particolarmente devastante risultò l'assalto
di Dragut che riuscì a catturare centinaia di capraiesi,
per fortuna liberati successivamente dalla flotta pontificio-genovese.
La minaccia saracena condusse il Banco di San Giorgio, tra il
XVI ed il XVII secolo, a fortificare ulteriormente l'isola,
che vide così il rafforzamento del forte San Giorgio
e l'edificazione di una serie di torri, ancora oggi presenti:
la Torre del Bagno, proprio sotto il Forte; la Torre del Porto,
a dominare l'insenatura dello scalo attuale; la Torre dello
Zenobito, sulla punta meridionale; la Torre della Regina o della
Teja, all'estremo nord dell'isola. Altri edifici militari risultano
oggi o diruti o completamente distrutti. |
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IX
century: the Saracen army began to attack the coasts of Capraia:
the monks were forced to abandon the island. Only in the XI
century, when the Mariner Republic of Pisa flourished, Capraia
lived a fairly peaceful period.
XVI century: many Moorish incursions acted cruelly against the
unarmed population. The attack of Dragut, who captured hundreds
of inhabitants, was particularly ravaging. |
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Nel 1661 viene
edificato il Convento con l'annessa chiese di Sant'Antonio da
parte dei frati francescani.
Nel 1767 Capraia fa da eco alle spinte autonomiste capeggiate
da Pasquale Paoli in Corsica ed una guarnigione corsa sbarca
sull'isola. Nel breve periodo di libertà da Genova i
capraiesi, associati ai corsi, si danno ad una fiorente attività
da Corsari! La sconfitta di Pasquale Paoli in Corsica comporta
l'occupazione francese anche di Capraia che, successivamente,
viene restituita a Genova.
Durante il periodo napoleonico l'isola assiste agli scontri
fra francesi ed inglesi e conosce anche una breve occupazione,
per circa un mese, della flotta dell'ammiraglio Nelson. Con
l'occupazione dell'Italia da parte di Napoleone Capraia passa
prima al granducato di Toscana, poi viene annessa alla Francia.
Dopo il 1815, con la caduta di Napoleone e la conseguente restaurazione,
l'isola diviene territorio del regno di Sardegna.
Nel 1837 le cronache riportano la visita di Carlo Alberto che,
colpito dalle miserrime condizioni economiche dell'isola, decreta
la costruzione di una fabbrica di sigari (conosciuta come il
Palazzone) che porterà lavoro ad un centinaio di donne.
Nel 1861, dopo l'annessione al Regno d'Italia, la fabbrica chiude,
perché ritenuta antieconomica e l'attività spostata
a Lucca.
Nel 1873 l'isola diviene sede di una colonia penale nella quale
vengono inviati 400 briganti calabresi. Da questa iniziale struttura,
alquanto provvisoria e disorganizzata, prenderà corpo
una colonia penale agricola che rappresenterà per decenni
un'importante riferimento economico per tutta l'isola. Il carcere
resterà a Capraia fino al 1986.
Oggi Capraia è parte integrante del Parco Nazionale dell'Arcipelago
Toscano. |
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1661: the
Grey Friars built the convent and church of Sant'Antonio.
1767: the inhabitants of Capraia tried to become independent,
but after a period of battles, the island was occupied by the
French army. The French occupation went on during the period
of Napoleon.
1815: after Napoleon fell down the island became part of the
Reign of Sardinia.
1837: Carlo Alberto came to Capraia and struck by the misery
of the island, declared the construction of a factory of cigars
(known as Palazzone), which gave job to hundreds of women.
1861: Capraia was annexed to the Reign of Italy.
1873: Capraia became a penal cell, where 400 brigands of Calabria
were sent. The jail remained open until 1986.
Nowadays Capraia is part of the Park of Tuscan Isles. |
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